Archivio Edizioni
 

MUSICA, PAROLE E BOSCHI
In collaborazione e a cura dell’’Associazione Difoglie Dilegno Dipietra

CANNOBIO
Sabato 25 settembre - Ore 21.00
Nuovo Teatro

ARBORETUM
Produzione originale per Editoria & Giardini, a cura dell’Associazione Difoglie Dilegno Dipietra
Ranieri Fumagalli: Piva e ocarine
Andrea Passoni e Roberto Daniel: Corno delle Alpi
Lisa Berra e M.Cristina Pasquali Narrazione

Il maestoso suono dell’alphorn in abete si fonde con le note profumate di acero e bosso della piva bergamasca e con quelle in terracotta dell’ocarina. Tradizionali strumenti di legno e argilla dialogano con un bosco di parole. La narrazione prende il via dall’Arboreto salvatico di Mario Rigoni Stern e percorre un viaggio fantastico attraverso frammenti di storie, poesie e riflessioni sul popolo degli alberi.
L'affetto di Rigoni Stern per gli alberi è quello che si porta a un fratello maggiore e sostanzialmente migliore. Rigoni ha scelto venti alberi a lui particolarmente cari e li descrive, ne dà le caratteristiche botaniche e ambientali, ne illustra la storia e le ricchezze, ne spiega gli influssi che hanno avuto sulla cultura popolare e la letteratura e anima il tutto con le proprie esperienze di uomo di montagna e con la freschezza poetica della sua sensibilità di scrittore.

VERBANIA CAVANDONE
Domenica 26 settembre
Sagrato Buon Rimedio

Ore 14.30
SUONI DI FOGLIE, DI LEGNO E DI PIETRA
Laboratorio di costruzione e utilizzo di semplici strumenti musicali, realizzati con elementi naturali e di riciclo, raccolti nel bosco. Aperto a “bambini” di tutte le età.

Ore 16.30
MUSICA IN FESTA
Nella prima domenica d’autunno si attende l’imbrunire nel bosco, come in una festa allietata da musica antica e popolare. Nel Medioevo, quando il rapporto tra uomo e natura era sicuramente più vicino di quanto lo sia oggi, i Clerici Vagantes, gli intellettuali-artisti chierici, cantarono lungamente lodi alla natura e all’amore tra gli esseri umani. Cantarono anche la festa, con lodi al banchettare e al vino, perdendosi nell’oblio delle folli e interminabili danze a catena.

VERBANIA PALLANZA
Villa San Remigio
2 ottobre ore 17.00
BEUYS VOICE
Con Umberto Petrin
Concerto performance per pianoforte, proiezioni video ed elettronica

“Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi, poiché apparteniamo l’uno all’altro e dobbiamo esistere insieme” (J. Beuys)
Il pianoforte di Umberto Petrin dialoga con le rare e preziosissime immagini del video Difesa della Natura e con la voce registrata di Joseph Beuys.
Il progetto nasce nel 2004 dall’incontro del pianista-compositore Umberto Petrin con Lucrezia De Domizio Durini, esperta dell’opera e del pensiero di Joseph Beuys, che ha realizzato il filmato amatoriale dell’artista tedesco impegnato nella piantagione di nuovi alberi, nell’ambito del progetto “La difesa della natura”.
Con questo progetto Beuys si è prefisso di sollecitare la sensibilità ecologica delle persone, attraverso la piantumazione di 7.000 querce a Kassel e 7.000 piante rare a Bolognano; 14.000 sculture vive che nell’arco di 300 anni diventeranno quel bosco immaginato dall’autore che è riuscito a trasformare un’azione ordinaria come quella di piantare alberi in un grande rito collettivo capace di evocare i significati più profondi del rapporto tra uomo e natura.

CINETECA
In collaborazione con la Biblioteca Civica di Verbania viene proposto per la prima volta un programma di film a tema.

Villa Giulia ore 21.00

27 settembre
La foresta dei pugnali volanti – Zhang Yimou

Nel 859 d. C. l’impero della dinastia cinese Tang è in declino. Un po’ in tutto l’impero spuntano dovunque eserciti di ribelli. Il più grande e più prestigioso è una setta segreta chiamata la Casa dei Pugnali Volanti. Sullo sfondo di una storia d’amore tra il capitano imperiale Jin e la bella spia Mei, domina la visuale una serie di incredibili boschi, tra cui quello fatto di bambù dove vivono i ribelli. Nella simborlogia cinese il bosco di bambù esprime flessibilità e impermanenza, mentre il verde simboleggia la trasformazione – in questo caso è nel bosco che entrambi i protagonisti attuano la loro trasformazione personale.

28 settembre
Il labirinto del fauno - Guillermo del Toro

Spagna, 1944. La vedova Carmen, risposata da poco col freddo e autoritario capitano Vidal, si trasferisce a casa di questi con la figlia Ofélia. La bambina, per sfuggire all'atmosfera opprimente, si avventura nel fitto bosco dietro casa, che si rivela ben presto magico e animato e sede di un misterioso labirinto. Il Fauno, guardiano al labirinto, le rivela che è proprio lei la principessa smarrita di un regno magico. Ofélia dovrà portare a termine tre compiti pericolosi, per i quali non è affatto preparata. L'entrata e l'uscita dal labirinto cambieranno per sempre la sua vita.
In questo film, labirinto e foresta animata rimandano a un'antichissima simbologia di trasformazione dell'anima.

29 settembre
La foresta di smeraldo - John Boorman

Bill Markham cerca da dieci anni il proprio figlioletto Tommy, che gli fu rapito da una tribù di Indios quando era direttore di un cantiere sul Rio delle Amazzoni. A un certo punto lo ritrova, ma il ragazzino, cresciuto nella tribù e ormai adulto, sta per sposarsi e non vuole tornare a casa; anzi coinvolge il padre in una sanguinosa guerra contro il popolo dei "Feroci" e nello scontro con avventurieri speculatori.
La splendida fotografia della giungla amazzonica e degli indios che vivono in simbiosi con essa è un'evidente metafora della foresta come infanzia dell'umanità.

2 ottobre
Il tesoro dei Sequoia – Felix E. Feist

Fallon, un commerciante di legname californiano privo di scrupoli, sta cercando di impadronirsi di tutte le concessioni di sfruttamento dei terreni boschivi che una recente legge federale ha fatto scadere.
A contrastare i suoi loschi piani ci sono però Alicia, figlia del vecchio boscaiolo Bixby, e Yukon, un anziano ed esperto trapper. La morte di Bixby, di cui viene ingiustamente accusato, apre gli occhi a Fallon, che in seguito si prodiga per far tornare i boscaioli in possesso delle loro proprietà.

Il contrasto tra città e campagna, due stadi sociali evidentemente in conflitto, è ben espresso dall'attaccamento della comunità ai suoi alberi secolari, che rappresentano un bene evidentemente non monetizzabile (il titolo originale, malamente tradotto, è infatti “The big trees”, i grandi alberi”).

3 ottobre
Lancelot du Lac - Robert Bresson

Tornando sconfitto dalla spedizione per la conquista del Santo Graal, il prode Lancillotto crede di dover imputare alla propria segreta relazione con Ginevra, la giovane consorte del sovrano, il fallimento dell'impresa. Tenta perciò, il tormentato guerriero, di spezzare quel peccaminoso legame; ma invano. “Fedele all'estetica del togliere ...Bresson ci dà qui soltanto gli scorci di un universo: gli angoli di un castello, le pieghe d'una armatura, il lampo dei pugnali, gli zoccoli dei cavalli, il cuore d'una foresta...” (G. Grazzini).
Qui il bosco è fedelmente funzionale al significato di luogo iniziatico e di purificazione (grazie anche alla splendida fotografia di Pasqualino de Santis).

 
 
 
Programma Dove siamo Archivio Edizioni Partner Rassegna stampa Programma